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Project Management? Da solo serve poco.

 Conosci bene gli strumenti del Project Management ma c’è sempre comunque qualcosa che non va come dovrebbe?

 

Frequentai il mio primo corso di Project Management qualche anno fa insieme ad un gruppo di colleghi. Ci venne da subito spiegato come la stragrande maggioranza dei progetti fallisca, venga a costare molto più di quanto inizialmente preventivato, non si riescano normalmente a rispettare le scadenze e talvolta nemmeno a soddisfare molte delle specifiche degli obiettivi prefissati. Tutto questo a causa di una mancanza di metodo, a causa della mancanza di un approccio analitico al progetto.

 

Venimmo da subito immersi in una moltitudine di concetti e formule: percorso critico, allocazione dei costi, allocazione delle risorse, scheduling, deliverable, diagramma di Gantt e moltissime altre informazioni.

Iniziai immediatamente a chiedermi in quale misura tutte queste nozioni avrebbero effettivamente potuto aiutare chi si trova ad affrontare un nuovo progetto e come mai non venissero minimamente considerati gli aspetti umani relativi alla costituzione di un team di lavoro, alla comunicazione efficace tra i vari componenti e alla motivazione di questi. Mi chiesi quanto potesse essere effettivamente utile avere questi strumenti per un tipico gruppo di lavoro costituito da persone che lavorano ad un obbiettivo di altri tentando di fare ciò che serve quando serve in base a quanto espresso in un diagramma.

Si, perché un gruppo di lavoro è costituito da membri diretti da un unico supervisore che però non necessariamente collaborano tra di loro per portare a termine gli incarichi, mentre un team è costituito da un numero di presone che si impegnano a raggiungere uno scopo comune rispetto al quale si ritengono mutualmente responsabili.

Le statistiche parlano chiaro, oramai la maggior parte delle aziende ha sviluppato almeno discrete competenze analitiche nel project management ma il 65% dei progetti e delle iniziative aziendali fallisce ancora.

Evidentemente saper fare una stima dei costi delle varie fasi del progetto, programmare gli interventi delle varie risorse e definire le criticità è assolutamente insufficiente. Un approccio semplicemente analitico al progetto si tradurrà molto probabilmente in un insuccesso.

Creare un team affiatato, orientato al raggiungimento di obiettivi condivisi, coinvolto in tutte le fasi, istruito ad una comunicazione efficace e ad una collaborazione attiva è invece molto molto più produttivo.

Le persone motivate sanno raggiungere traguardi insperati, sanno risolvere qualsiasi inghippo, recuperare qualsiasi situazione. Lavorare in un team coeso, ben gestito e che renda attivamente partecipi i vari membri non solo aiuta, ma costituisce la strada verso il successo.

Se sei un imprenditore, un direttore o un manager quindi, curati di sviluppare in te e negli altri grandi doti di leadership e di comunicazione interpersonale, di far crescere i tuoi collaboratori e di dar loro tutto il supporto necessario. Curati di motivare i tuoi collaboratori, di lasciarli lavorare, dopo aver loro indicato la direzione in cui andare. Aiutali ad aiutarti.

Impara a costruire una buona squadra, a delegare, a responsabilizzare, ad usare al meglio le parole e a comprendere gli altri. Se poi prevedi della formazione sul Project Management tradizionale, meglio.

 


 

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