marco_poier_realtà

 

Che cos’è la realtà? I 3 aspetti che la caratterizzano

 

Vi è una sensibile differenza tra la realtà e ciò che noi sperimentiamo della realtà.

 

Noi non agiamo direttamente sulla realtà ma ne creiamo una nostra rappresentazione, il nostro modello, dal quale dipende il nostro comportamento. La nostra rappresentazione della realtà determina l’esperienza che ne avremo, il modo in cui la percepiremo e le scelte che ci sembreranno disponibili o non disponibili nella nostra vita.

 

 

Non esistono due persone aventi le stesse identiche esperienze, e il modello della realtà che ogni uno di noi si crea dipende in buona parte proprio da queste.
Capiamo quindi che vi è una certa differenza tra la realtà, e il modello di essa che ogni uno di noi si crea, e comprendiamo inoltre che non esistono due modelli identici della realtà. Questo implica che esista solamente una realtà soggettiva, ogni persona ha la propria, e che non vi siano due persone che interpretino le stesse cose allo stesso identico modo.

 

Il fatto che il modello della realtà che ogni uno di noi si crea non sia la realtà vera e propria è dovuto a diversi aspetti.

 

Primo: Il fatto che noi filtriamo la realtà attraverso i nostri sensi e questi non sono equamente sviluppati in tutte le persone.

Per esempio io potrei sentire meglio di Giulio ma vedere peggio, quindi ascoltando o guardando la stessa cosa io e lui potremmo avere delle percezioni diverse. Sappiamo inoltre che vi sono delle onde sonore e degli spettri cromatici non percepibili dall’uomo ma percepibili da altre specie animali.

Pensiamo per esempio ad una frequenza sonora non udibile dall’uomo ma udibile dal cane. E’ reale o no?
Un’automobile potrebbe essere a mio parere di un colore e di colore diverso per un daltonico.

Possiamo quindi dire che il primo motivo per cui la nostra realtà soggettiva differisce dalla realtà del mondo, è che il nostro sistema nervoso cancella e distorce intere parti del mondo reale.

 

Secondo: Il fatto che facciamo parte di un sistema sociale che impatta in modo molto importante sul nostro modo di interpretare la realtà.

Per esempio un rutto nei paesi arabi è visto come un segno di gradimento del pranzo, lo stesso rutto in Italia è visto come segno di maleducazione.

Il gesto della mano con l’indice ed il mignolo alzati sul pugno chiuso sono segno di vittoria negli Stati Uniti e significano “cornuto” in Italia, e di esempi come questi ve ne sono innumerevoli.

Terzo: Il fatto che la nostra esperienza individuale contribuisce in modo importante alla formazione del nostro sistema di convinzioni e quindi della nostra realtà soggettiva.

Se per esempio da piccoli fossimo stati morsi da un cane potremmo percepire i cani come una minaccia, se fossimo invece stati salvati dall’annegamento da un cane potremmo percepirli come affidabilissimi amici.

Il secondo e terzo aspetto ci portano a generalizzare il nostro modello della realtà, ossia a pensare che sia sempre e per tutti così come noi crediamo, o che anche gli altri dovrebbero pensarla come noi.

 

Sono questi singoli modi con i quali ogni uno di noi rappresenta la propria realtà del mondo a dare origine ai nostri interessi, alle nostre abitudini, ai nostri comportamenti, alle nostre simpatie e antipatie, sensazioni di fiducia o sfiducia.

 

Il modello della realtà che ci creiamo può quindi essere in alcune occasioni potenziante ed in altre depotenziante, può renderci felici o infelici, spronarci o limitarci. Sta a noi decidere se accettarlo o non accettarlo. Quel che è certo è che un modello della realtà più ampio consente maggiore libertà di scelta, può far intravedere opportunità dove un modello limitato mostra solo problemi, può far nascere relazioni di successo laddove sembrano esservi solamente incomprensioni, può trasformare paure in qualcosa di cui ridere.

 


 

Share on FacebookShare on LinkedInTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone